Confapi filiera trasporti difende la categoria NCC

Confapi filiera trasporti difende la categoria NCC

Insieme a Confersercenti richiedono alla Regione Calabria: un incontro e la modifica del bando

I piccoli imprenditori della filiera dei trasportatori, comunemente conosciuti come categoria NCC (Noleggio con conducente) insieme a Confapi e Federnoleggio Calabria non ci stanno e rilevano incongruenze nel bando regionale pensato ad hoc per loro.

Il bando “Riapri Calabria” infatti, emanato in favore del settore NCC esclude le aziende con fatturato inferiore a 150.000 euro. In realtà, come confermano gli operatori del settore, a tale fascia di fatturato corrisponde una quota rilevantissima se non maggioritaria (circa il 75%) delle aziende di settore presenti sul territorio regionale, mentre al contrario le aziende appartenenti alla fascia di fatturato superiore ad euro 500.000,00 sono numericamente poco rilevanti.

Tale circostanza era già stata evidenziata durante l’incontro svoltosi alla Cittadella Regionale “J. Santelli” dopo le manifestazioni tenutesi, prima a giugno e poi lo scorso  ottobre, ricevendo da parte dell’Ente nella persona dell’Ass. Al Bilancio On. Franco Talarico rassicurazioni sulla loro mancata esclusione.

In tale incontro, le associazioni scriventi avevano rilevato che un modello di bando similare a quello dedicato alle agenzie di viaggi o di altre categorie, si adattava male alla categoria NCC proprio a causa di una serie di specificità che la caratterizzano.

Gli operatori del settore, infatti tengono a precisare che anche se alcune aziende avessero partecipato a precedenti bandi nessuna incompatibilità ci sarebbe stata poiché è prevista la rinuncia per tramite di semplice comunicazione PEC.

Per questo gli imprenditori della filiera dei trasportatori, oltre a volere una modifica del bando immediata e la possibilità di un incontro, segnalano alla Regione Calabria di inserire nel bando, pur senza creare situazioni di discrimine incompatibili con la vigente normativa nazionale e comunitaria, un “meccanismo” di premialità per le aziende aventi “sede legale” in Calabria, questo servirebbe a tutelare le prime, ovviamente senza escludere quelle aziende che hanno sul territorio regionale solo “unità locali” o semplici “rimesse”.

Barbara Santelli

Giornalista

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