Ecomafie: la posizione dell’Osservatorio Nazionale Amianto

Ecomafie: la posizione dell’Osservatorio Nazionale Amianto

Aumentano i crimini ambientali, 34.648 nel nostro Paese, una media di quattro reati ogni ora.
Anche quest’anno la Campania, purtroppo, conferma il suo primato in classifica per ecomafie, seguita da Puglia, Sicilia e Calabria. Quattro regioni in cui è forte e ben radicata la presenza mafiosa. La metà di tutti gli illeciti penali si concentra proprio in queste zone (il 44,4%).

È un virus che non conosce crisi, quello delle ecomafie, radicato e alimentato dall’interno, che si annida infettando l’ambiente e le persone. Una trappola mortale, in cui “cadono” imprenditori, amministratori pubblici, funzionari, tutti collusi per un business di denaro sporco. Che ha portato alla morte e alla malattia tantissime persone, come nel caso della Terra dei Fuochi.

Al primo posto in graduatoria per tipologia di attività ecocriminali in Italia ci sono gli illeciti nel ciclo del cemento (11.484), che superano quelli riguardanti lo smaltimento illegale dei rifiuti (9.527).
Nella Terra dei Fuochi, nel 2019, i roghi censiti sulla base degli interventi dei Vigili del Fuoco sono del 30% in più rispetto al 2018.


Gli incendi boschivi in tutto il Paese hanno distrutto 52.916 ettari di terre con un incremento del 261,3%.

I reati contro gli animali sono 8.088, più di 22 al giorno. Secondo l’associazione ambientalista i fatturati illegali legati a queste attività ammontano a 3,2 mld di euro l’anno.

Legambiente segnala un aumento del 54,9% di reati penali e di illeciti amministrativi che colpiscono l’intera filiera agroalimentare, le cosiddette agromafie.
Le arecheomafie, organizzazioni criminali che operano nel settore di scavi clandestini, furto e traffico di opere d’arte, sono accresciute del 283,6%. Il dato più significativo riguarda le opere e i reparti recuperati grazie al lavoro delle Forze dell’Ordine.


Il dossier descrive anche le illegalità riguardanti la gestione di pneumatici fuori uso, buste di plastica e gas.  Secondo i dati elaborati dall’Osservatorio flussi illegali di pneumatici e di quelli fuori uso, sono messi in commercio tra le 30mila e le 40mila tonnellate annue di pneumatici illegali.

Il business complessivo dell’ecomafia dal 1995 a oggi è di 419,2 mld.

La ‘ndrangheta in Calabria trae profitto dal traffico illegale di rifiuti

Il traffico illegale di rifiuti gestito dalla mafia calabrese estende i suoi tentacoli in tutta Italia, soprattutto in Toscana.  La ‘ndrangheta continua a essere l’organizzazione criminale numero uno in queste azioni illecite. L’operazione dei Carabinieri e della DDA di Firenze ha portato alla luce la relazione tra ‘ndrangheta e traffico di rifiuti con 23 arresti. Stefano Ciafani e Fausto Ferruzza, rispettivamente presidente nazionale e regionale di Legambiente hanno dichiarato: “siamo esterrefatti e preoccupati per le evidenze di cui siamo venuti a conoscenza con l’operazione Keu”.


Questa operazione riguarda lo smaltimento di rifiuti speciali prodotti dal Distretto Conciario di Santa Croce sull’Arno. Le ceneri, classificate “Keu” perché fortemente inquinanti, venivano miscelate con altri materiali e riutilizzate in attività edilizie. Sono circa 8mila le tonnellate di rifiuti contaminati smaltiti abusivamente o usati nella realizzazione del V lotto della strada 429 in Valdelsa.
Questa scoperta ha messo in allarme i cittadini toscani nelle zone coinvolte che hanno paura anche di mangiare le verdure dei loro orti.

COMUNICATO STAMPA

Barbara Santelli

Giornalista