Imprese reggine aderenti a ReggioLiberaReggio più forti della ndrangheta

Imprese reggine aderenti a ReggioLiberaReggio più forti della ndrangheta

Le imprese che aderiscono alla rete sociale ReggioLiberaReggio hanno buone performance aziendali, fatturati abbastanza sicuri e risultano più forti nel contrasto alla ndrangheta. Il dato è emerso dallo studio elaborato da Libera “Fare impresa a Reggio Calabria tra condizionamenti mafiosi, vincoli infrastrutturali e carenza di servizi”. Si tratta di una indagine condotta tra gennaio e giugno 2020, prendendo ad esame 28 delle 60 imprese aderenti alla rete ReggioLiberaReggio, con sede nel Comune di Reggio Calabria e in altri limitrofi. Alla presentazione hanno partecipato don Ennio Stamile, rappresentante di Libera in Calabria; Maria Rachele Bellomi, coordinatrice di ReggioLiberaReggio e il ricercatore Dario Musolino, docente di scenari economici all’università Bocconi di Milano14 MLN EURO DI FATTURATO E 350 LAVORATORIDallo studio è emerso che le imprese aderenti alla rete RLR hanno un peso assoluto e relativo non trascurabile nel contesto economico locale, con circa 14 milioni di euro di fatturato, impiegando oltre 350 addetti. La forma giuridica delle imprese aderenti evidenzia che quelle di servizi sono circa il 60% del totale e sono caratterizzate da una forte varietà: grande e piccola distribuzione, turismo, ristorazione, servizi alle imprese, servizi alla persona. Seguono le imprese dell’industria e delle costruzioni, circa il 30%, e le imprese agricole, che incidono per poco più del 10%. Eterogenea è anche la composizione in termini di forma giuridica: individuali 36%, società di persone 11%, società di capitali 25%. Rilevante è anche la quota di realtà cooperative e associative. Da sottolineare che diverse di queste imprese sono a gestione familiare.AUMENTO DEI FATTURATI MA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE TROPPO LENTAPer quanto riguarda le performance economiche, la gran parte delle imprese iscritte a RLR che hanno partecipato all’indagine gode di una buona condizione di salute economica, appena il 10% delle imprese rispondenti è in perdita, mentre circa tre imprese su dieci sono in utile, fino al 10% del fatturato, e sei imprese su dieci presentano un utile perfino superiore al 10% del fatturato. La Pubblica amministrazione ai vari livelli territoriali di governo: giustizia, previdenza, come anche i servizi collettivi in capo a soggetti pubblici e/o privati: gestione rifiuti, servizi idrici, sanità, trasporti, ICT, sono ampiamente considerati punti di debolezza del contesto reggino. Il giudizio negativo insiste in misura particolarmente evidente sui servizi collettivi: ammonta infatti all’80% circa la percentuale di imprese intervistate che li valuta come punti di debolezza del territorio.GIUDIZI POSITIVI PER CULTURA, ARTE E COSTO DELLA VITAAl contrario, altri fattori di contesto quali qualità ambientale e della vita, asset culturali e artistici, compresa la qualità dell’istruzione scolastica e universitaria, e costo della vita, ricevono giudizi più bilanciati: una quota importante degli intervistati, tra il 40% e l’80%, li considera infatti dei punti di forza. Interessante è anche la valutazione dell’offerta di lavoro locale: risorse umane, che è in parte positiva o intermedia.UNA IMPRESA SU 3 HA AVUTO CONDIZIONAMENTI MAFIOSIInfine, fortemente negativo, è il giudizio riguardo alla sicurezza e alla presenza di fenomeni corruttivi. Dalle imprese intervistate, due su tre non hanno sperimentato direttamente forme di condizionamenti da parte della mafia: danneggiamenti, minacce, estorsioni, attentati. In un caso su tre invece sono state oggetto di qualche forma di intimidazione e/o atto violento. I principali tipi di condizionamenti subiti sono danneggiamenti e minacce. Rari sono gli atti maggiormente violenti e distruttivi, come gli attentati.

Barbara Santelli

Giornalista